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OFFERTA PER GLI AMANTI DEL CAMPEGGIO : Villaggio Camping Pineta

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Antiche terre del Cilento e del Vallo di Diano : in edicola il numero di febbraio 2008

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CILENTO ART & PEOPLE

area: Camerota — San Severino
tempo di percorrenza: 5 ore
periodo consigliato: tutto l’anno
difficoltà: bassa
equipaggiamento: Scarpe comode , macchina fotografica, copricapo, binocolo, felpa
Tariffe: 35 € per persona (min 10- max 18); 25 € per persona (min 40-max 50)
*inclusa degustazione

paestum

descrizione percorso: Partenza per Marina di Camerota, visita alla Grotta di Lentiscella dove si trova il famoso veliero “Leon di Caprera”. Poi si Prosegue per Camerota. L'origine di Camerota è legata ad una leggenda...Palinuro,il nocchiero di Enea, costeggiando le coste dell'attuale Cilento,s'invaghì di una bellissima fanciulla di nome Kamaratòn. Ella non ricambiò l'amore di Palinuro che disperato, la inseguì nel fondo del mare, perdendo così la vita....
Venere dea dell'amore, sdegnata per la crudeltà di Kamaratòn la trasformò in roccia... l'attuale sperone su cui sorge l'abitato di Camerota capoluogo, condannandola a guardare in eterno il suo amante respinto… questa la leggenda, ben altro racconta la storia di questi luoghi!. Si prosegue per Il Santuario della SS.Annunziata di Licusati, dalla forma a croce latina e dalle semplici linee architettoniche,vede al suo interno la statua della Madonna della SS. Annunziata,scultura in legno,che si suppone fosse patrimonio della vecchia Abbazia Basiliana di San Pietro e che sia stata scolpita da mani tedesche. Secondo una tradizione popolare sembra che gli abitanti di Licusati fuggiti da Castelluccio si stabilirono di fronte e vicino all’abbazia per ottenere protezione e lavoro. Il ruscello Marabisi separò il loro villaggio dal monastero per cui ciò che era accanto all’abbazia fu chiamato “li i monaci”, mentre tutto ciò che era al di là del ruscello fu chiamato “li i casati”, ovvero gli accasati,le famiglie, da qui il nome dell’abitato In questo territorio non è raro imbattersi in piante maestose di ulivo di centinaia di anni di età. Visita a un frantoio oleari e degustazioni di prodotti tipici cilentani.
Percorrendo la tortuosa e panoramica strada del “Ciglioto”,il tratto che dal Santuario dell’Annunziata scende fino al fiume Mingardo , si possono vedere i vecchi e diroccati ruderi di questo antico paese Castelluccio -Castello di Montelmo, situati su un masso solitario. Mentre il Mingardo scorre lento e frizzante verso il mare, all’altezza delle pendici occidentali del monte Bulgheria, l’attenzione viene catturata da quelle conformazioni rocciose tinte di grigio e rosa che, innalzandosi maestosamente, sovrastano un angusto e spettacolare paesaggio: la stretta Gola del Diavolo, e proprio al centro di questa valle sorgono le rovine del borgo di San Severino di Centola ricco di storia e leggende. Tutto qui è rimasto immutato in un arcano silenzio avvolto dalla frescura di alberi, cespugli e foglie che sono cresciuti ed hanno ormai avvolto completamente questi spazi disabitati. Il borgo non è più dell’uomo: qui la natura, annullando i “confini” tra interni ed esterni, ha preso gradualmente il sopravvento.